Il mio intervento alla Cerimonia di Premiazione Finale regionale dei Giochi della Chimica 2022

14 Maggio 2022

Questa mattina sono stato molto felice di presenziare alla Cerimonia di Premiazione Finale regionale dei Giochi della Chimica 2022, che si è tenuta all’Università di Messina, proprio nell’Aula Magna dove qualche anno fa mi sono laureato in Chimica.

Per me la chimica più che una scienza e una materia di studio, è una vera e propria passione che ho coltivato negli anni tra i banchi universitari e l’attività in Laboratorio. Quando decisi di studiare chimica all’Università lo feci per due motivi: il primo è la passione per questa materia, il secondo risiede nella moltitudine di opportunità lavorative che questa materia offriva e continua a offrire.

Quanto alla passione, la cosa che mi ha sempre affascinato della chimica è il fatto che tutto è chimica, la chimica è ovunque. La chimica fa intimamente parte della nostra vita, anche se a volte ce ne dimentichiamo o non lo sappiamo. Pensiamo a quello che stiamo indossando, al device da cui leggete questi articolo. Ecco: tutto questo è chimica. È impossibile vivere senza chimica. Spesso si parla della chimica o ci si riferisce alla chimica come qualcosa di negativo. Quante volte sentiamo dire che è migliore un prodotto naturale piuttosto che un prodotto “chimico”, per via dei pregiudizi imperanti su questo tema.

Per questo motivo, credo sia essenziale non solo la formazione in questa materia, ma anche la divulgazione delle conoscenze della chimica e, in generale, delle materie STEM, per abbattere i muri dei pregiudizi e per avvicinare tutti a queste materie, spesso considerate ostiche e difficili. Pensiamo, ad esempio, al numero degli iscritti ai Corsi di Laurea STEM. Iscrizioni che stanno leggermente crescendo negli anni ma che ancora sono di molto inferiori rispetto alle materie umanistiche. Eppure, il mondo del lavoro ha impellente bisogno di laureati e specializzati in Chimica e nelle altre materie STEM, ma spesso non li trova o li trova con difficoltà. In poche parole, ci sono più annunci di ricerca che figure pronte ad occupare queste posizioni.

In questo scenario, non possiamo dimenticare assolutamente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che ha e avrà un ruolo strategico nella valorizzazione delle competenze STEM. Come ha dichiarato qualche mese fa il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, è pronto oltre 1 miliardo di euro del PNRR per rafforzare lo studio di queste discipline, per far crescere la cultura scientifica e garantire pari opportunità e uguaglianza.

Un tema, questo delle pari opportunità, centrale nello sviluppo delle STEM che risentono di un grandissimo gender gap, cioè del divario di genere. Tra tutti gli iscritti alle STEM, infatti, solo il 35% è composto da donne. In verità, secondo una ricerca realizzata da Ipsos per Save the Children, il 54% delle ragazze è appassionato e incuriosito dalle materie scientifiche ma non si sente adatto e adeguato a seguire questa strada per via dei pregiudizi e dei luoghi comuni.

Inoltre, nel 2021, il Ministero ha messo a disposizione delle scuole oltre 100 milioni di euro per realizzare nuovi laboratori e spazi dedicati alle materie STEM all’interno delle aule scolastiche per favorire una didattica innovativa. Sono stati oltre 6mila gli istituti scolastici che hanno potuto beneficiare di questi finanziamenti per dotarsi di strumenti per l’osservazione, l’elaborazione scientifica e tanto altro. Credo che investire sulle STEM sia la strada giusta da percorrere non solo per valorizzare l’importanza di queste materie, implementando un metodo di insegnamento nuovo che abbia un approccio laboratoriale e cooperativo, ma anche per integrarlo con le altre materie scientifiche.

Nel mondo di oggi, non solo è necessario formarsi, ma è imprescindibile farlo in chiave interdisciplinare e in ottica internazionale. È grazie alla interdisciplinarità che possiamo avere la chiave di lettura per leggere la realtà che ci circonda e interpretarla a 360 gradi. L’interazione, la cooperazione e la contaminazione tra materie e approcci differenti sono essenziali per sviluppare la creatività e per farci superare la tradizionale visione delle materie scientifiche come un mondo a parte rispetto al resto delle materie.

È stato un piacere poter conoscere le studentesse e gli studenti che, da tutta la Sicilia, hanno partecipato ai Giochi della chimica. Poter vedere negli occhi dei ragazzi la stessa passione e lo stesso amore per questa scienza mi rende felice e fiducioso. In loro vedo l’Italia del domani e il futuro del nostro Paese.

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