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Interrogazione Pala Nebiolo (Me)

Per chi non lo sapesse il Pala Nebiolo è una struttura sportiva messa a disposizione dall’Università degli Studi di Messina per l’accoglienza provvisoria dei migranti. Su questo campo da baseball è stata realizzata una tendopoli. Si tratta di un “non luogo” giuridicamente parlando poiché non si tratta né di un CIE, né di un CARA né di uno SPRAR, ma solo di un centro temporaneo.

Se accogliere i migranti in delle tende è inappropriato di per sé, lo è ancora di più se il terreno non drena l’acqua. Infatti dopo i numerosi acquazzoni che si sono abbattuti in questi giorni si è creato un vero e proprio pantano in prossimità delle tende con acqua anche al loro interno. Così, sollecitato dal Circolo Arci Thomas Sankara, il 27 dicembre ho effettuato una visita ispettiva accompagnato da un medico, un avvocato, un interprete, un consigliere comunale e un funzionario della Prefettura constatando l’inadeguatezza del luogo e alcuni disservizi. Lo stesso giorno abbiamo incontrato il Vice Prefetto Vicario dott.ssa Cerniglia per riportare quanto riscontrato e per sollecitare affinché venisse trovata una soluzione alternativa alla tendopoli.

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Foto scattata il 07 Gennaio 2014

Pare ci sia stato un piccolo cortocircuito tra questura e amministrazione comunale: la prima mi informava che l’elenco dei minori era stato inviato al dipartimento dei servizi sociali , la seconda affermava di non aver ricevuto nessuna lista. La cosa pare si sia chiarita tant’è che ieri, 8 gennaio, l’assessore ai servizi sociali del Comune di Messina ha provveduto all’ordinanza di trasferimento per i 26 minori (uno è stato identificato come minore dopo l’ispezione) in una struttura “protetta” adatta alle esigenze di persone minorenni. Al momento si trovano in una sistemazione provvisoria dove faranno i colloqui con gli assistenti sociali per essere poi trasferiti in case famiglia o in altre strutture dove potranno iniziare un percorso formativo per favorire l’integrazione nel nostro Paese.

Ora attendiamo di sapere se e quando il centro di accoglienza verrà spostato in un luogo davvero idoneo, eventualità che potrà avvenire solo con una giusta sinergia tra le istituzioni, locali e nazionali.

Il MoVimento 5 Stelle sta continuando e continuerà a seguire con attenzione la situazione affiancandosi a chi già la segue da tempo.

 Interrogazione a risposta scritta n°4-03043

Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
negli ultimi anni gli sbarchi di migranti si sono verificati con cadenza pressoché giornaliera lungo le coste della Sicilia e delle sue isole minori;
nel mese di ottobre 2013 l’intero Paese si è scosso alla drammatica notizia dell’ennesimo rovesciamento di un barcone carico di persone che, fuggite dai propri Paesi d’origine, cercavano asilo nel territorio italiano;
gli ultimi naufragi avvenuti nel bacino del Mediterraneo hanno causato oltre 500 vittime accertate;
i migranti che nel corso di questi anni sono riusciti a raggiungere, nonostante i mezzi di fortuna e le condizioni meteo avverse, le coste italiane, sono stati accolti dal nostro Paese in strutture non sempre adeguate e, in alcuni casi, in condizioni molto lontane dalle recenti normative in ambito umanitario;
un Paese civile come l’Italia non può far rientrare nella definizione di centro di accoglienza le tendopoli, una delle quali è stata recentemente installata a Messina, presso una struttura universitaria;
le tendopoli installate con mezzi di fortuna e in modo approssimativo, qual è l’attuale condizione del centro messinese, violano chiaramente quanto sancito nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, secondo la quale: «..I diritti umani si applicano a tutte le persone senza distinzione di alcun genere, come la razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione, l’opinione politica o di altra natura, l’origine sociale o nazionale, la proprietà, la nascita o altro status.»;
secondo le notizie riportate dalla testata blogsicilia.it, cinquantotto docenti dell’università degli studi di Messina avrebbero presentato, tramite lettera aperta al rettore dell’università degli studi di Messina, professor Pietro Navarra, espressa richiesta di ritiro della disponibilità ad accogliere la tendopoli all’interno della struttura universitaria denominata «Pala Nebiolo»;
da quanto riportato dalle più rilevanti testate giornalistiche locali, sta per essere esitata una ordinanza sindacale per la requisizione della struttura privata «Le Dune» al fine di destinarla all’ospitalità dei migranti;
a seguito di un’ispezione effettuata in data 9 dicembre 2013 dall’onorevole Valentina Zafarana, deputata presso l’assemblea regionale siciliana, alla tendopoli di Messina risultavano presenti circa quaranta rifugiati, per lo più minorenni, che disponevano di un limitato numero di servizi igienici chimici e venivano ospitati all’interno di tende molto umide a fronte della rigida temperatura invernale;
da questa è risultato inoltre che molti dei rifugiati non erano stati ancora fotoidentificati dopo due giorni lavorativi e che alcune donne accudivano solamente alcuni dei minori presenti, dal momento che i restanti non risultano essere accompagnati;
le forme di sovvenzione attualmente previste risulterebbero piuttosto consistenti, dal momento che la cifra pro capite erogata è di circa trenta euro al giorno;
la città di Messina, alla luce delle premesse sin qui esposte, non sembra adeguatamente preparata all’accoglienza dei migranti –:
se si intendano rispettare gli obblighi derivanti dalle attuali normative in tema di immigrazione e di tutela dei fondamentali diritti umani;
se sia a conoscenza che la città di Messina è stata individuata come centro di smistamento per i richiedenti asilo politico;
quali iniziative intenda assumere per fornire un’adeguata ospitalità, anche nel rispetto del regolamento (UE) n. 604/2013, cosiddetto «Dublino III», con particolare riferimento alla tipologia di strutture adibite per l’accoglienza di queste persone e rispettivi finanziamenti. (4-03043)

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