Violenza di genere: 105 donne uccise nell’ultimo anno

Sono centocinque le donne uccise dal 1° agosto 2020 al 31 luglio 2021. Si tratta di omicidi maturati perlopiù in ambito familiare o affettivo e, tra questi, ben sessantadue sono stati commessi da partner o ex partner.

È quanto emerge dal dossier del Ministero dell’Interno, pubblicato in occasione della tradizionale riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Un dato allarmante che preoccupa ancora di più alla luce delle cronache degli ultimi giorni che riportano la notizia di tre femminicidi nel giro di 24 ore.

Ogni femminicidio e ogni atto di violenza di genere rappresentano una sconfitta per la nostra comunità e toccano ognuno di noi.

La violenza di genere è più diffusa di quanto si possa immaginare. Con la legge CodiceRosso, fortemente voluta dall’ex ministro Alfonso Bonafede e da tutto il Movimento 5 Stelle, è stato fatto un passo avanti importante. Ma c’è ancora tanto da fare per prevenire questo fenomeno. Il nostro impegno sul tema non deve mai venir meno: continuiamo a lavorare uniti e a essere in prima linea al fianco delle vittime e dei loro familiari.

1 Commento

  • Ciao sono Anna fraioli di Roccasecca nata a Roma vorrei sottoporre a te grande parlamentare del M5S orgoglio dell’ Italia della democrazia della Repubblica Ruolo di casalinga, proposta di assegno economico distaccato dalla busta paga del marito.
    Uguaglianza economica in tutti i ruoli lavorativi compreso casalinga

    di Anna fraioli
    Mercoledi, 27/05/2015 – Il Ruolo di casalinga, proposta di assegno economico distaccato dalla busta paga del marito.

    La Corte Costituzionale del 1995 riconosce il lavoro della casalinga come un’attività lavorativa a tutti gli effetti, in quanto ha un elevato valore sociale ed economico e può quindi essere ricompreso nella norma costituzionale che tutela il lavoro in tutte le sue forme art. 35 Costituzione (La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni…) anche in ambito familiare casalingo

    In una uggiosa mattina d’autunno mentre nuvole grigie rincorrevano il vento cercando un tiepido raggio di sole, Francesco uscì di casa chiudendosi piano la porta alle spalle.

    Pochi minuti d’auto e sarebbe giunto sul posto di lavoro.

    Direttore di una filiale di banca in provincia di Roma, sentiva d’aver tagliato il traguardo della vita in modo più che soddisfacente.

    Una moglie carina, casalinga, un figlio bellissimo di nove anni e quando occorreva, qualche scappatella ma senza alcun coinvolgimento emotivo. La sera prima, dopo una serie di richieste ricevute nel corso della settimana , aveva concesso a Laura di acquistare una borsa che le piaceva. Certo, pensava, le donne che non lavorano è giusto siano assoggettate al marito, art. 151 il marito datore di lavoro della moglie casalinga ( Mobbig coniugale)

    Due anni dopo, alla morte della moglie, Francesco aveva ridisegnato le sue giornate. La Colf, puliva l’appartamento 4 ore al giorno, 3 volte a settimana per una spesa di € 60,00. La baby Sitter badava al figlio al costo di € 10,00 l’ora.

    La legge italiana prevede l’obbligo di assicurazione per tutti coloro, in età compresa tra i 18 ed i 65 anni, che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, compreso il lavoro casalingo che è finalizzato alla cura dei componenti del proprio nucleo familiare e del relativo ambiente domestico, qualora non svolgano altra attività.

    Una casalinga, moglie e madre, accudisce la famiglia 24 ore al giorno con un lavoro fisso stressante, estenuante e spesso incompreso. Vi è un altro punto basilare, fondamentale che tengo a sottolineare nel tratteggiare questa figura chiave della società: l’immenso, estremo, incommensurabile amore donato nello svolgimento dei propri compiti. Un lavoro casalingo con il più alto numero d’ incidenti ed infortunio:i più recenti dati ISTAT , in Italia si verificano tra i 3,3 e 4,5 milioni di infortunio solo in ambito domestico in cucina il 40% , di cui 8000 con esito mortale, mentre gli incidenti sul lavoro fuori casa contano annualmente 770.000 vittime con 800 morti (2012).

    Alla luce di tali considerazioni, vi è una proposta semplice e allo stesso tempo considerevole da porre. Poniamo tale lavoratrice, impagabile da un punto di vista umano di uguaglianza nella considerazione meritoria d’accedere ad un proprio sostentamento personale.

    Nell’immediato basterebbe ad esempio un assegno mensile, sottraendo un terzo allo stipendio del marito. ( non più sgravi fiscali sul nucleo familiare) . Quest’indipendenza economica consentirebbe una più equa redistribuzione del reddito familiare, con la persistente e pertinente considerazione di un lavoro mai davvero valutato in tutte le sue molteplici e meritorie sfaccettature.

    Dal Pagamento di un assicurazione personale ad una integrazione della pensione sociale, possibilità di accedere a prestiti Bancari, Postali, INPS, e non solo poter tenere per se autonomia e gestire insieme in tutto in accordo genitoriale.

    Facilitazione di un eventuale separazione di coniugi. Si perde il ruolo di lavoro casalingo, se si trova lavoro fuori il nucleo familiare. In più controllo del lavoro nero. Meno forme di Mobbing e Stalking. Le responsabilità genitoriali sono divise in parti uguali, metà assegni dei figli minori e con disaggio, stessa gestione se si assiste in casa genitori anziani e con malattie degenerative.

    L’autostima derivante da codesta soluzione, creerebbe a mio parere, un circuito virtuoso all’interno della cellula fondamentale di ogni società, con positivo riflesso anche nell’ambito lavorativo. Un nuovo soggetto, un nuovo ruolo di responsabilità sociale economico, finalmente posto nella posizione spettantegli, una donna giunta davvero all’inizio di una strada comunque ancora tutta da percorrere. Se solo si considerasse la Costituzione all’art. 2, “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.” Sempre la Costituzione sancisce, all’art. 13, che “la libertà personale è inviolabile”, prevede all’art. 29 che il matrimonio si regga “sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi”, protegge la maternità all’art. 31 e riconosce all’art. 32 la salute fisica, psichica e morale come fondamentale diritto dell’individuo. Inoltre, la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (del 4 novembre 1950) sancisce espressamente il diritto alla vita (art. 2), il diritto dell’uomo di contrarre matrimonio e di fondare una famiglia (art. 12), nonché il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 ).Anche il Trattato istitutivo dell’Unione Europea (entrato in vigore il 1º novembre 1993) prevede la tutela dei diritti della persona.

    dott. Anna Fraioli

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16 Agosto 2021 21:20

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