Perchè andare avanti con il cashback – Intervista al Foglio

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Ritiene che il cashback di Stato, finanziato per un altro anno, vada confermato o abolito? In caso lo volesse mantenere, servirebbero delle modifiche? Quali?

Assolutamente confermato, parlano i numeri. Come ha ribadito la viceministra Castelli, secondo le stime si tratta di 23 miliardi di maggiori consumi nel biennio e di 9 miliardi di maggior gettito da oggi al 2025. Specialmente in un periodo come questo, in cui far girare l’economia serve come il pane, sono dati incoraggianti. Il cashback sostiene i consumi, innova attraverso la digitalizzazione e si autofinanzia. Alcuni trascurano l’importante effetto leva.

E la lotteria degli scontrini invece?

Altro valido strumento che entra in un quadro più ampio in cui lo Stato si impegna ad abbassare le tasse e i cittadini si abituano a utilizzare le forme elettroniche di pagamento. Il risultato è favorire l’emersione e la lotta all’evasione. Ci ‘guadagnano’ tutti.

Più di 7 milioni di italiani hanno aderito al cashback, ma ciò non significa che abbiano incrementato la propria propensione a utilizzare carte e app. La mancanza di dati è un problema? Pensa siano necessari studi per valutarne la reale efficacia, prima di confermare la misura?

La strada intrapresa grazie soprattutto all’intuizione del presidente Conte è efficace. I pagamenti digitali per piccoli importi sono aumentati del 34% e quelli effettuati presso i negozi di prossimità, come gli alimentari, del 56%. Non so perché soggetti politici come Fratelli d’Italia siano particolarmente affezionati ai vecchi strumenti. Nella mozione Ciriani si legge che il pagamento in contanti non richiede infrastrutture tecniche, fattore importante – dicono loro – in caso di interruzione della corrente elettrica, che renderebbe impossibili i pagamenti elettronici indisponibili. Cioè non favoriamo l’innovazione, i consumi e la lotta all’evasione per il rischio che vada via la corrente elettrica? Spero di aver capito male, perché mi sembra follia. Il mondo sta cambiando forse sarebbe bene farsene una ragione.

Condivide la scelta di dare 1500 euro alle 100mila persone che, a prescindere dal proprio reddito e dalle proprie abitudini di acquisto precedenti, vantano il più elevato numero di transazioni digitali?

È chiaro che a tutte le misure serve un tagliando per renderle ancora più efficaci. Il discorso vale anche per quelle rivoluzionarie, come appunto il cashback. L’impianto però è valido e segna una svolta.

Si ritiene d’accordo con chi afferma che il contante andrebbe abolito, o limitato il più possibile per sconfiggere l’evasione fiscale nei piccoli e medi pagamenti?

Ricordo che il Movimento 5 Stelle ha introdotto il carcere per i grandi evasori. Detto ciò, in generale le misure di cui stiamo parlando contribuiscono senz’altro alla lotta all’evasione. È altrettanto chiaro che ogni strumento in questo campo deve essere calibrato sulle peculiarità dell’economia italiana e dei diversi soggetti interessati dalle varie norme.

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