«Camere più efficienti Il Sì avvierà la svolta»

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«Procedure più snelle consentiranno di accelerare l’iter delle leggi e il risparmio non è secondario: con 500 milioni si può fare tanto»

LA STRADA DELLA RIFORMA È GIÀ SEGNATA: DOPO TOCCHERÀ A LEGGE ELETTORALE E REGOLAMENTI

Onorevole Francesco D’Uva,lei è deputato del M5S, il gruppo promotore del referendum sul taglio dei parlamentari. Perché gli italiani dovrebbero votare Sì e avere meno rappresentanti del popolo?

«Sono diverse le motivazioni per votare Sì: per esempio è passato con il 98% alla Camera l’ultima vo lta. Con la riforma si ha il miglioramento dell’efficienza delle Camere. Oggi siamo 945 parlamentari, con la riduzione 600. In questo modo avremo Camere più snelle e procedure più veloci per varare le leggi. E cia scun parlamentare avrà un carico di responsabilità maggiore e raccogliere più istanze dai territori, senza considerare il risparmio finanziario».

Che sembra pochino per giustificare una riforma che tocca la Costituzione, almeno questo sostengono quelli del No. Cosa risponde?

«Il risparmio non è così irrisorio come si dice, si tratta di 500 milioni con i quali fare tante cose per gli italiani».

Tuttavia quelli del No dicono che tagliare un terzo dei Parlamentari significa mettere a rischio la democrazia rappresentativa.

«È un taglio ragionato, noi all’inizio parlavamo di dimezzamento dei parlamentari. Quello sarebbe stato un taglio indiscriminato, questo è invece ragionato e ci fa rientrare nella media europea con un parlamentare ogni 100mila abitanti. A me piacerebbe dire che abbiamo il copyright di questa riforma, ma ho visto una videointervista di Nilde lotti che già si poneva questo problema. E all’epoca le Regioni non esistevano ancora, non bisogna dimenticare che ci sono le rappresentanze locali».

Messe molto, male i sindaci spesso si lamentano e non hanno tutti i torti…

«Vanno sostenuti i Comuni con un Governo che non deve essere contro, ma che deve aiutare rappresentanze locali. La riforma non è uno stravolgere la Costituzione».

Tuttavia restringere gli spazi di rappresentanza potrebbe favorire la malavita organizzata.

«So bene quanto sia invadente la malavita organizzata, sono stato in Commissione antimafia e sono pienamente consapevole di quanto sia importante la scelta dei candidati, ma è una questione interna ai partiti. Quello che bisogna fare è chiedere precise garanzie sui candidati su questo tema. Come verificare chi viene catapultato sui territori. Nel mio collegio c’è una persona eletta a Messina e viceversa. Ma questo dipende anche dalla legge elettorale».

Ecco dovesse vincere il Sì la legge elettorale per bilanciare le rappresentanze andrebbe cambiata non le pare?

«Se passa il sì ci saranno due nodi. Uno è istituzionale, quello dei regolamenti parlamentari per adeguare le Commissioni delle Camere, senza regolamento non si potrebbe lavorare. L’altro è la legge elettorale».

Ci riuscirete a sciogliere questi nodi?

«Io sono questore della Camera, ma ero seduto a tavolo dell’accordo con il Pd – Iv non c’era – e abbiamo preso l’impegno di portare a casa la legge elettorale ed era d’accordo anche Zingaretti. Il M5S ha mantenuto la promessa Siamo pronti anche a ragionare sull’abbassamento degli stipendi dei parlamentari».

Quelli del No dicono appunto che se il tema sono i risparmi invece di tagliare i parlamentari era meglio tagliare gli stipendi. Come risponde?

«Noi del M5S lo facciamo già sarebbe bello se lo facessero tutti»

Lo scenario dunque è questo: meno parlamentari e meno pagati. Ritorniamo al tema delle cattive tentazioni che potrebbe avere gli eletti del popolo…

«Lo stipendio così alto come ce l’abbiamo noi parlamentari non è necessario. Sono stato attivista e all’epoca mai mi sarei immaginato dove sono ora. È la passione che mi ha spinto a fare quello che faccio».

Un Parlamento come dice lei più snello potrebbe essere più attento alle esigenze del sud?

«Da questo punto di vista il Governo sta guardando molto al sud con il recovery fund molti soldi andranno al sud. Ma serve anche abbassare le tasse per far crescere l’imprenditoria. E poi al sud servono le infrastrutture come le autostrade che in Sicilia sono messe male. E lo ripeto serve sinergia con gli enti locali non la guerra. In questo modo si arriverà alla rinascita del sud».

lu.ro

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