Referendum, D’Uva (M5S): “Stasera a Napoli faremo sentire le ragioni del Sì”

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Referendum e Regionali, intervista di Affaritaliani.it al deputato questore del MoVimento 5 Stelle Francesco D’Uva

di Alberto Maggi

La vittoria del Sì al referendum sarebbe un successo del M5S?

“Il successo sarebbe di ogni cittadino italiano. Questa riforma non è solo del MoVimento 5 Stelle, ma è patrimonio di tutti. Anche delle forze politiche che l’hanno votata in Parlamento: praticamente tutte. L’ultima volta alla Camera il taglio dei parlamentari è passato con il 98% dei voti favorevoli. Se adesso va in porto è una conquista collettiva, non c’è destra o sinistra. È un passaggio storico, declamato da decenni ma ancora mai concretizzato. Ora manca veramente poco, e sono contento che l’ultimo miglio vedrà i cittadini protagonisti assoluti. Stasera a Napoli con Luigi Di Maio faremo sentire le sacrosante ragioni del SÌ”.

Che risultato vi aspettate? Qual è il vostro obiettivo?

“Miriamo a dare al nostro Parlamento un volto finalmente moderno. Composizione più snella vuol dire processi legislativi più rapidi, e di conseguenza una migliore e maggiore produttività. Mi auguro che vinca il SÌ e che riusciremo a tagliare definitivamente queste 345 poltrone, con i relativi risparmi: per nulla indifferenti, circa mezzo miliardo di euro a legislatura che torna alle casse dello Stato. L’occasione è adesso, è l’ultimo treno per quest’altro cambiamento radicale. Faccio un appello a tutti i cittadini: convinciamo amici, parenti e conoscenti ad andare a votare per il SÌ”.

Che cosa pensa del Sì ‘timido’ del Pd?

“L’anno scorso ho partecipato in prima persona alla formazione dell’attuale governo. In quella sede abbiamo raggiunto l’accordo sul taglio dei parlamentari, con un’intesa anche sulla nuova legge elettorale. Di quest’ultima è stato già adottato il testo base, stiamo rispettando i patti. Il PD in Aula ha votato per il taglio e ha confermato in seno alla direzione di partito la volontà di farlo anche al referendum. Mi fido delle parole degli alleati di governo e del loro segretario Zingaretti”.

Referendum e Regionali avranno conseguenze sul governo?

“Nessuna. Entrambe sono consultazioni di natura diversa rispetto alle elezioni politiche. Con il SÌ al referendum imprimiamo una svolta agli assetti istituzionali del Paese e avviciniamo la politica ai cittadini. Alle regionali gli elettori dei territori coinvolti avranno la possibilità di scegliere chi li governerà per i prossimi 5 anni. È una scelta delicata, anche perché una delle ragioni del nostro SÌ al taglio è la maggiore incisività degli enti locali rispetto al passato. Adesso alle esigenze dei cittadini rispondono in modo corale i vari livelli di governo, a partire da quello territorialmente più vicino, e non solo le Istituzioni centrali. Anche le Regioni oggi hanno più peso. Mi auguro che i cittadini vadano in massa alle urne, votino per i candidati del MoVimento – unica vera alternativa a chi fa politica da decenni, con i risultati che purtroppo conosciamo – e per il taglio di deputati e senatori”.

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