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Messina ricorda Nino D’Uva, assassinato dalla mafia 30 anni fa

Messina ricorda Nino D’Uva, assassinato dalla mafia 30 anni fa

WhatsApp-Image-20160506Oggi a Messina sì è tenuta, a 30 anni dall’omicidio, la commemorazione dell’Avvocato :, organizzata dall’Ordine degli Avvocati di Messina e alla presenza della Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi.
Un evento ben riuscito, rivolto alla città e ai ragazzi delle scuole presenti. Al termine sono salito anch’io sul palco per porgere i ringraziamenti da parte mia e di tutta la famiglia.
Vi riporto il testo che mi ero preparato:

“Saluto e ringrazio, a nome della famiglia D’Uva, in primis L’Ordine degli Avvocati di Messina e il Presidente Ciraolo che hanno fortemente voluto e organizzato questa commemorazione.

In passato si è talvolta minimizzato il tributo di sangue pagato dalla classe forense alla criminalità organizzata, ocme se gli avvocati fossero figli di un dio minore, ma non c’è giustizia senza avvocati. Solo per citarne alcuni: Serafino Famà a Catania, Vincenzo Fragalà a Palermo, Fulvio Croce freddato dalle Brigate Rosse.

Ringrazio il dott. Providenti, stimato, e cortese controparte del nonno al maxiprocesso dell’86.

L’Avv. Gullino che, insieme al padre Salvatore cui il nonno era legato da fraterna amicizia e stima professionale, ha difeso come parte civile la figura del nonno nel processo a Catania conclusosi con la condanna degli esecutori e dei mandanti dell’omicidio.

Ringrazio la Presidente della commissione antimafia Rosy Bindi per aver accettato l’invito a questa commemorazione nonostante i suoi molteplici impegni istituzionali. La sua presenza ci onora e dimostra che al di là delle divergenze politiche si può collaborare, soprattutto nella lotta alla mafia. Ma onora soprattutto Messina, una città che meriterebbe molta più attenzione da Roma e che invece si sente ogni giorno che passa sempre più periferia dell’impero.

Ringrazio, per la sua presenza qui e per la sua competenza di cui ci siamo sovente avvalsi in commissione antimafia, il dott. Michele Prestipino, magistrato di punta nella lotta alla mafia, che non ha avuto la necessità di una fama televisiva per contrastare efficacemente Cosa Nostra a Palermo, la ‘ndrangheta a Reggio Calabria e oggi Mafia Capitale, e non solo, a Roma.

Nuccio Anselmo, giornalista che ha sempre tenuto viva la memoria di quei tristi giorni. Anni fa, non potendo chiedere a papà o alla zia per non far rivivere loro quei giorni dolorosi, mi rivolsi a lui per avere delucidazioni sulla morte del nonno. Certo, aneddoti sulla vita del nonno se ne raccontano in casa e credo di poter dire che la colonna sonora di Philip Glass gli sarebbe piaciuto molto.

Ringrazio la Corte d’Appello, nella figura del Presidente Michele Galluccio, per la targa apposta a Palazzo Piacentini in memoria del nonno. Auspico a riguardo che tutte le forze politiche messinesi possano far fronte comune affinché la Corte d’Appello di Messina non venga accorpata a Catania, la nostra città non se lo merita.

Grazie al Presidente del Tribunale di Sorveglianaza Nicola Mazzamuto per aver recentemente intitolato la sala degli avvocati del suddetto tribunale all’Avv. Nino D’Uva.

Andando a chiudere ringrazio:
– LIBERA per aver inserito il nome del nonno nel lungo elenco delle vittime di mafia che ogni 21 marzo viene letto da diverse piazze italiane,
– i ragazzi delle scuole qui presenti, che possano fortificare i loro sentimenti di correttezza e lealtà ed essere fieri della loro origine messinese. A noi l’arduo compito di non costringerli a lasciare la loro terra, privandola del loro ingegno e della loro energia.
– la ricostituita associazione di giovani avvocati Avv. Nino D’Uva, che possa essere promotrice di eventi e attività che aiutino questa città a ritrovare la sua memora.

Infine, l’ultimo ringraziamento è per mio nonno, che non ho mai conosciuto, ma di cui ho sempre sentito parlare tanto bene, e per le sue capacità professionali, e per le sue doti di umanità e che forse in questi 30 anni avrebbe meritato maggiore attenzione dalle istituzioni, soprattutto quelle locali.

Questa Toga d’Oro che avrebbe meritato di ricevere in vita, verrà tenuta da me e dalla famiglia come un bene preziosissimo, illuminando e confortando ognuno di noi. Da credente mi piace pensare che da lassù il nonno guardi i suoi nipoti in modo benevolo e soddisfatto per le scelte di onestà e correttezza che caratterizzano il nostro operato in ogni aspetto della nostra vita, pubblica e privata.

Grazie nonno.

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