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Alluvioni, da Giampilieri a Genova: la storia si ripete

Alluvioni, da Giampilieri a Genova: la storia si ripete

Giampilieri e GenovaLe immagini, i video i disastri delle alluvioni che negli ultimi giorni stanno colpendo le Regioni del Nord Italia, ed in particolare Genova, non possono che farmi tornare alla mente quel tragico 1 ottobre 2009 quando nella mia Messina, a Giampilieri, per un evento simile morirono 37 concittadini.
Ricordo bene quante e quali polemiche, allora, si diffusero sui maggiori quotidiani e tra i politici del tempo che si “scagliarono” contro una Messina accusata solo di “abusivismo”, “mala gestione”, “mala politica”. Il tutto mentre decine e decine di famiglie piangevano sui corpi dei loro figli, padri, mogli, mariti.
Le critiche, in quei primissimi giorni, non si risparmiarono. Messina divenne il fulcro di una città che “si era meritata i suoi morti” (giravano slogan e pagine di questo genere anche sui Social Network) e dovette passare del tempo perché la macchina della solidarietà si attivasse anche per quella piccola frazione meridionale.
Il sottosegretario Guido Bertolaso indicò proprio nell’abusivismo edilizio una delle concause della tragedia e, ancora, a distanza di 5 anni molte case e strade rimangono distrutte e senza vita.
Adesso, al di là delle polemiche e dei tristi ricordi, non rimane che una certezza, per Messina e per tutte quelle città che nelle ultime settimane si sono letteralmente ritrovate in ginocchio per alluvioni, nubifragi e piogge: chi ha delle responsabilità, indistintamente, deve pagare; chi aveva il dovere di fare qualcosa e, nella sua qualità di responsabile, non l’ha fatta, deve rispondere delle sue mancanze dinnanzi all’Italia e dinnanzi alle famiglie che piangono le loro vittime.
Qui non si tratta di una caccia alle streghe contro l’abusivismo ma contro chi, nel corso degli anni, poteva evitare (o quantomeno limitare) i danni con opere di messa in sicurezza e, per i più svariati motivi, non l’ha fatto.
Mi auguro solo che i responsabili non rimangano nell’anonimato o nell’impunità, come spesso accade in questo Paese, dove a pagare sembrano esser solo gli innocenti.

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