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Il PD e la Ricerca…del precariato

Il PD e la Ricerca…del precariato

Dopo un anno trascorso a stretto contatto con le forze politiche di maggioranza e di opposizione, tra i lavori di Aula e nelle commissioni delle quali faccio parte, posso senz’altro affermare di aver imparato molto sulle reali dinamiche dei vari partiti. Qualche tempo fa, per esempio, affermai che nel PD ci sono anche persone di sinistra. È evidente che la prima impressione non è sempre la più corretta, ma in questo caso devo ammettere di essermi del tutto sbagliato. Fare ammenda, dicono, è segno di onestà e voi sapete bene quanto noi 5 stelle ci teniamo a questa virtù. No, in realtà nel PD non è dato rinvenire persone di sinistra.

Proprio oggi, in Commissione Cultura della Camera, il cosiddetto Decreto Lavoro ha ottenuto parere favorevole grazie ai voti della maggioranza e, quindi, a quelli dei deputati del Partito Democratico.
Lo chiamano “Decreto Lavoro”, ma non bisogna farsi ingannare da una nomenclatura obiettivamente d’effetto ma poco attinente con il suo reale contenuto. Ritengo che “Decreto Precariato” possa essere una definizione certamente più appropriata. Non tutti sanno infatti che in questo decreto è prevista, tra le tante disposizioni che cambiano tutto per poi non cambiare assolutamente nulla, l’eliminazione del limite del 20% per porre in essere nuovi contratti a tempo determinato negli enti di ricerca. Ciò è giustificato dalla volontà da parte del Governo di garantire il corretto funzionamento degli enti anche in una situazione di blocco di turn over. Un lettore attento potrebbe obiettare che sarebbe molto più sensato sbloccare direttamente il turn over per garantire il funzionamento degli enti, procedendo ad assunzioni di ricercatori senza per questo andare ad accrescere ulteriormente l’enorme massa di personale precario di cui il nostro Paese sembra non essere mai saturo. Niente di più vero, peccato che il PD non sia di questo avviso. Se volessimo parafrasare un vecchio detto potremmo sostenere come il Governo affermi “meglio un precario domani che un assunzione a tempo indeterminato oggi”. Questa, tra l’altro, non è solamente una scelta tra chi aspira alla “flessibilità” (concetto ridicolo oggi in uno Stato ingessato come l’Italia) e chi ha fatto del posto fisso la propria battaglia politica. Molto più semplicemente si tratta di garantire ai ricercatori, ovvero a coloro che hanno il compito di consegnare un futuro migliore alle nuove generazioni (sì, direi anche più dei politici), la serenità necessaria per fare il loro lavoro. Puntare alla precarizzazione, potenzialmente totale, degli enti di ricerca non può portare alcun vantaggio né allo Stato né agli italiani.

Ciò è stato subito chiaro al MoVimento 5 Stelle e, a dire il vero, sembrava esserlo anche al Partito Democratico.
Alzi la mano chi non ha assistito ad una feroce critica di un esponente del PD che quasi lasciava lo studio indignato per la riforma di turno che, anziché stabilizzare personale con nuove assunzioni, immetteva nuovi precari nel mondo del lavoro. Peccato che le parole se le porti via il vento e la prova dei fatti spesso dimostra come questo tenda a soffiare in maniera particolarmente intensa durante il periodo elettorale.
Ma io non me la prendo con loro. La loro politica si è sempre basata sull’incoerenza, cosa posso pretendere? Ma gli elettori? Già, gli elettori. Vedete, nel mondo della scuola e dell’università ci sono ancora tante persone che abboccano alle loro promesse. Com’è possibile? Ve lo siete chiesto anche voi, lo so.
La verità è che gli italiani sono un popolo di Santi, di Poeti e di Allenatori. Gli elettori non vengono menzionati. C’è gente che tifa Milan, gente che tifa Fiorentina e gente che tifa Partito Democratico. È la stessa cosa, non c’è nulla di razionale. È la squadra del cuore.

Ciò è deplorevole e va combattuto, sia per il PD che eventualmente per il M5S.
Io pretendo che gli elettori M5S smettano di votarci nel momento in cui ci comportiamo come il PD.
Pretendo che gli attivisti si disiscrivano dal M5S se li dovessimo mai tradire. È giusto.

Bisogna valutare i programmi e gli sforzi che si fanno per portarli avanti. Bisogna informarsi. Questo è importante.

Non tifate. Informatevi e votate.

Saluti in MoVimento!
Francesco

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