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Interrogazione sul Palazzo di Giustizia di Messina

Interrogazione sul Palazzo di Giustizia di Messina

Giovedì 16 gennaio ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sul Palazzo di Giustizia di Messina.

Nell’interrogazione chiedo al Ministro se intenda assumere iniziative per ripristinare il corretto funzionamento dell’attività giudiziara nella città di Messina, ovvero se sia a conoscenza di provvedimenti assunti nel corso degli ultimi anni dal Ministero della Giustizia riguardanti un finanziamento utilizzabile per la ristrutturazione di uno stabile da destinare a plesso satellite dell’attuale Palazzo di Giustizia. Chiedo altresì, qualora ne venisse accertata l’esistenza, di comunicare quali siano i requisiti necessari per il godimento delle somme destinate, nonché le relative scadenze

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Quella del nuovo Palazzo di Giustizia è una questione che sia i cittadini, sia gli operatori della giustizia messinese, hanno posto all’attenzione della pubblica opinione da ormai diversi anni, senza mai trovare una risposta davvero risolutiva. Tutta la città è a conoscenza di come Palazzo Piacentini non sia più sufficiente a contenere tutte le corti e gli uffici giudiziari della sezione di Messina, con grave ripercussione sul regolare svolgimento delle relative attività. Numerose delibere assunte dai vari consigli comunali, nel corso di questi anni, hanno più volte evidenziato la mancanza di spazi all’interno del Palazzo di Giustizia. Tuttavia, anziché trovare una soluzione adeguata e definitiva, si è optato per soluzioni tampone, inefficienti e assolutamente troppo onerose per un comune dalle esigue risorse qual è quello messinese. In un Tribunale al cui interno hanno operato i migliori giuristi della storia del nostro Paese, le udienze civili devono necessariamente tenersi in una camera di consiglio, così come previsto dal nostro ordinamento, e non in stanze di pochi metri quadrati, alla presenza di decine di persone, con grande difficoltà per magistrati, avvocati e gli eventuali testimoni chiamati in giudizio.

Da quanto risulta ad oggi il Comune della Città di Messina, per sopperire alla mancanza di locali adeguati, ha posto in essere alcune onerose locazioni,  la cui somma è pari a € 1.871.743,62 annui. Le amministrazioni precedenti hanno addirittura discusso di alcuni progetti per la costruzione ex novo di un Palazzo di Giustizia satellite. Io credo che il Palazzo satellite sia una assoluta necessità per la Città di Messina, ma la soluzione deve necessariamente ricadere su alcune strutture, quali l’ex struttura ospedaliera Regina Margherita attualmente inutilizzata, che con i necessari cambiamenti strutturali possono rappresentare una soluzione sicuramente più idonea e meno onerosa. Il Ministero di Giustizia avrebbe già destinato da alcuni anni, in favore del Comune di Messina, un finanziamento di circa 17.000.000 di euro per l’acquisto o la ristrutturazione di uno stabile già esistente, da destinare a plesso satellite dell’attuale Palazzo di Giustizia. Ritengo che, qualora questa possibilità dovesse risultare immediatamente attuabile, sarebbe davvero impensabile non agire subito.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

D’UVA, VILLAROSA e GRILLO. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
le corti, i tribunali e i connessi uffici giudiziari della città di Messina sono attualmente ospitati, in unica sede, presso palazzo Piacentini, il palazzo di giustizia della città edificato nel 1927, anno in cui la consistenza organica e la mole del contenzioso erano considerevolmente inferiori a quelle attuali;
secondo quanto emerso da numerosi articoli apparsi sui maggiori quotidiani locali, e stando a quanto riportato dagli stessi operatori del settore giudiziario messinese, l’attuale unica sede del palazzo di giustizia risulta essere non più idonea a garantire un efficiente e regolare svolgimento delle attività;
secondo quanto riportato da un articolo del settimanale locale «Centonove», in data 23 dicembre 2011, le udienze civili presso il tribunale, che dovrebbero svolgersi in camera di consiglio, vengono tenute in stanze di pochi metri quadrati, alla presenza di decine di persone, con grandi difficoltà per magistrati, avvocati ed eventuali testimoni chiamati in giudizio;
attualmente l’ente locale, per sopperire in via temporanea alla mancanza di locali adeguati a garantire il regolare svolgimento delle attività giudiziarie, ha posto in essere alcune onerose locazioni, la cui somma è pari ad 1.871.743,62 euro annui, secondo le tabelle comunali dei fitti reali passivi di immobili a tal fine destinati;
lo stesso consiglio comunale del comune di Messina, in data 8 febbraio 2013, approvava la delibera sul «procedimento per l’acquisto dell’immobile da destinare a secondo palazzo di giustizia e l’approvazione degli atti della commissione giudicatrice per la selezione delle offerte a vendere di uno o più fabbricati da destinare ad uffici giudiziari», evidenziando ancora una volta l’attualità del problema;
la materia della cosiddetta «edilizia giudiziaria» è ad oggi regolata dalla legge 24 aprile 1941, n. 392, la quale disciplina la competenza in materia di «spese necessarie per il primo stabilimento delle corti e sezioni di corti di appello e relative procure generali, delle corti di assise, dei tribunali e relative regie procure, e delle preture e sedi distaccate di pretura»;
le citate spese, nonché quelle da sostenere per il corretto funzionamento e per la relativa manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, devono essere attribuite, secondo quanto disposto dalla legge 24 aprile 1942, n. 392, ai singoli comuni;
per «primo stabilimento», secondo la corretta interpretazione della voluntas legis, deve intendersi l‘insediamento di uffici nuovi, cioè neo-istituiti, ovvero di uffici già esistenti in nuovi stabili, così come evidenziato dallo stesso articolo 3, della legge n. 392 del 1941;
la norma citata prevede che «qualora successivamente alla presente legge locali demaniali siano adibiti ad uso di uffici giudiziari, i comuni nel quali questi uffici hanno sede dovranno corrispondere allo Stato la pigione», con compensazione degli importi che lo Stato è comunque tenuto a destinare in favore dei singoli comuni;
secondo quanto evidenziato dalle attuali normative in materia, è competenza diretta del comune di Messina l’individuazione di una idonea struttura già esistente ovvero la realizzazione ex novodi uno stabile, da destinare a plesso satellite dell’attuale palazzo di giustizia, al fine di garantire idonea sistemazione agli uffici giudiziari attualmente in preoccupante stato di sovraffollamento;
secondo quanto riportato da numerose agenzie di stampa locali, il Ministero di giustizia avrebbe già destinato da alcuni anni, in favore del comune della città di Messina, quale finanziamento per l’acquisto ovvero la ristrutturazione di uno stabile già esistente da destinare a plesso satellite dell’attuale palazzo di giustizia, una somma pari a circa 17.000.000 euro –:
se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intenda assumere iniziative per ripristinare il corretto funzionamento dell’attività giudiziaria nella città di Messina;
se sia a conoscenza di provvedimenti assunti nel corso degli ultimi anni dal Ministero della giustizia circa un finanziamento correntemente utilizzabile dalla città di Messina per la ristrutturazione di uno stabile da destinare a plesso satellite dell’attuale palazzo di giustizia e, qualora ne venisse accertata l’esistenza, quali siano i requisiti necessari per il godimento delle somme destinate nonché le relative scadenze. (4-03165)

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